PPWR: cosa cambierà per gli imballaggi alimentari a partire dal 2026


Article publié le 19 October 2026

Che siate fornitori di catering, ristoratori o specialisti del take-away, scegliete i vostri imballaggi per preservare le vostre creazioni e facilitare il servizio. Con il PPWR, entrano progressivamente in vigore nuovi requisiti volti a ridurre i rifiuti e ad armonizzare le norme europee. Quali sono le conseguenze per i vostri vassoi, contenitori per pasti e bicchieri? Dalle scadenze alle responsabilità di ciascuno, facciamo il punto della situazione per aiutarvi a comprendere questo regolamento e a modificare le vostre scelte in materia di imballaggi con cognizione di causa a partire dal 2026.

Che cos’è il PPWR?

Il PPWR, acronimo di Packaging and Packaging Waste Regulation, indica il regolamento europeo (UE) 2025/40 relativo agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio. Il suo obiettivo è ridurre i rifiuti, migliorare la riciclabilità, promuovere il riutilizzo e limitare il consumo di materie prime, in un’ottica di economia circolare.

Succede alla direttiva 94/62/CE con un quadro normativo direttamente applicabile negli Stati membri dell’Unione europea, secondo un calendario graduale. Il suo ambito di applicazione copre tutti i settori e i materiali di imballaggio.

Nel settore della ristorazione, il PPWR riguarda in particolare vaschette, bicchieri e contenitori per pasti. La progettazione, la composizione e il destino post-uso di questi contenitori devono soddisfare i requisiti applicabili.

Calendario PPWR: quali scadenze tenere presenti per il settore della ristorazione?

L’attuazione del PPWR si articola su diversi anni, come riassunto nella tabella seguente. Per gli operatori del settore della ristorazione, due fasi riguardano direttamente il servizio da asporto:

  • Raccogliere i contenitori dei clienti;
  • Proporre una soluzione per il riutilizzo.
ScadenzaPrincipali obblighi
12 agosto 2026Applicazione generale del regolamento. Divieto di immissione sul mercato di imballaggi a contatto con gli alimenti le cui concentrazioni di PFAS raggiungano o superino i limiti previsti dalla normativa.
12 febbraio 2027Consentire ai clienti di utilizzare i propri contenitori per le bevande e i cibi da asporto in questione, senza costi aggiuntivi né condizioni meno favorevoli.
12 febbraio 2028Offrire un'opzione in una confezione riutilizzabile che rientri in un sistema di riutilizzo. Le microimprese sono esentate da tale obbligo.
A partire dal 2028Attuazione dell'etichettatura armonizzata negli Stati membri, conformemente alle norme di applicazione.
Orizzonti 2030, poi 2035Requisiti progressivi in materia di progettazione finalizzata al riciclaggio e di contenuto riciclato, seguiti da requisiti di riciclaggio su larga scala.

Per pianificare in anticipo i vostri acquisti, chiedete al vostro fornitore quali articoli saranno interessati e a partire da quale data. Alcune scadenze, in particolare quelle relative all’etichettatura e alla riciclabilità, dipendono ancora da ulteriori normative europee. Di conseguenza, non comportano la sostituzione simultanea di tutti i vostri imballaggi.

Imballaggi alimentari: quali requisiti verificare?

La conformità di un imballaggio alimentare viene valutata in base a diversi criteri complementari, ovvero la sua composizione, la sua riciclabilità e le condizioni di utilizzo.

I PFAS negli imballaggi a contatto con gli alimenti

A partire dal 12 agosto 2026, l’articolo 5, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2025/40 vieta l’immissione sul mercato di imballaggi alimentari la cui concentrazione raggiunga o superi una delle tre soglie seguenti:

  • 25 ppb* per ciascun PFAS misurato mediante analisi mirata, esclusi i PFAS polimerici;
  • 250 ppb* per la somma dei PFAS misurati mediante analisi mirate, esclusi i PFAS polimerici (il testo normativo prevede inoltre, se necessario, una degradazione preliminare dei precursori);
  • 50 ppm* per i PFAS, compresi i PFAS polimerici.

*ppb = parti per miliardo; ppm = parti per milione

Chiedete al vostro fornitore la documentazione relativa ai codici di riferimento scelti (imballaggi e accessori).

Solia propone, in particolare, prodotti in polpa di canna da zucchero privi di PFAS. Tuttavia, è importante sapere che questa caratteristica, di per sé, non è sufficiente a garantire la conformità a tutti i requisiti del regolamento.

Riciclabilità e materiali riciclati

La riciclabilità riguarda il destino dell’imballaggio dopo l’uso, il contenuto riciclato e l’origine dei materiali utilizzati per la sua fabbricazione.

Entro il 2030, gli imballaggi in questione dovranno soddisfare i criteri europei di progettazione per il riciclaggio. Il regolamento prevede, fatte salve le deroghe e il calendario di applicazione, requisiti specifici per gli imballaggi alimentari in plastica interessati, ad eccezione delle bottiglie monouso per bevande. In particolare, impone una percentuale minima di plastica riciclata proveniente dai rifiuti post-consumo:

  • 30% quando il PET è il componente principale;
  • 10% per le altre materie plastiche.

Queste percentuali sono calcolate come media per stabilimento e per anno, in base al tipo e al formato dell’imballaggio. Di conseguenza, non corrispondono necessariamente al contenuto riciclato di ogni singolo contenitore.

La riduzione degli imballaggi e il riutilizzo

Scegliere un formato adeguato alle porzioni e limitare i componenti superflui contribuisce a ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi.

L’attuazione del sistema di riutilizzo richiede un’organizzazione adeguata che comprenda la raccolta dei contenitori, la loro pulizia, il controllo delle loro condizioni e la loro rimessa in circolazione (operazioni che potete affidare a fornitori di servizi).

A partire dal 2030, alcuni imballaggi in plastica monouso saranno inoltre vietati per determinati usi, in particolare per alimenti e bevande serviti e consumati sul posto, fatte salve le eccezioni previste dalla normativa.

Fornitore o ristoratore: chi ha l'obbligo di conformità?

Le vostre responsabilità nei confronti del PPWR dipendono dal vostro ruolo e dal canale di commercializzazione.

Identificare i documenti e l'operatore responsabile

Il fabbricante redige la documentazione tecnica e la dichiarazione di conformità UE per dimostrare il rispetto dei requisiti applicabili. Se necessario, individuate il vostro fornitore di imballaggi e richiedetegli la documentazione relativa ai prodotti che utilizzate.

In qualità di ristoratore, non è sempre necessario che siate voi stessi a redigere questa documentazione. Tuttavia, se importate imballaggi, li fate produrre con il vostro marchio o commercializzate i vostri prodotti in un altro paese, verificate quali sono le responsabilità specifiche della vostra situazione.

Distinguere tra conformità del prodotto e responsabilità estesa del produttore

La RÉP (Responsabilità Estesa del Produttore) organizza e finanzia la gestione dei rifiuti da imballaggio. A seconda del proprio status, ciò può comportare l’iscrizione al registro, l’adesione a un organismo di gestione ambientale e/o il versamento di un contributo ambientale.

In Francia, una filiera RÉP copre già gli imballaggi professionali del settore della ristorazione dal 2024. Il suo ampliamento a tutti gli imballaggi professionali è previsto per il 1° gennaio 2027.

Attenzione: la qualificazione di un imballaggio come “professionale” dipende dalla sua destinazione d’uso e dal canale di commercializzazione. Ad esempio, un imballaggio consegnato al consumatore può rientrare nella filiera degli imballaggi domestici.

Come migliorare i vostri imballaggi?

Un pasto caldo consegnato a domicilio, un’insalata consumata sul posto o un assortimento da asporto richiedono contenitori diversi. Per migliorare i vostri imballaggi professionali, partite da questi utilizzi tenendo conto della temperatura delle preparazioni, della durata del trasporto e delle condizioni di servizio. Confrontate poi i formati e i materiali, assicurandovi di preservare la consistenza dei piatti. Inoltre, gli imballaggi riutilizzabili per la ristorazione veloce di Solia rappresentano una valida soluzione qualora la vostra organizzazione ne consenta la restituzione, il lavaggio e la rimessa in circolazione. Per ogni articolo selezionato, richiedete al vostro fornitore le caratteristiche tecniche e le informazioni di conformità pertinenti. 

Domande frequenti sul PPWR

Una microimpresa è esente dal PPWR?

Non esistono esenzioni generali dal PPWR, ma alcune disposizioni prevedono delle deroghe, in particolare l’esenzione dall’obbligo di proporre un’opzione riutilizzabile per il cibo da asporto nel 2028. Il concetto di microimpresa viene valutato in base alla definizione europea, distinta dal regime francese dei microimprenditori.

Il PPWR sostituisce la legge AGEC?

Il regolamento PPWR (regolamento europeo) non sostituisce integralmente la legge AGEC (legge francese), il cui ambito di applicazione va oltre gli imballaggi. Esso introduce norme europee direttamente applicabili, alle quali devono adeguarsi le disposizioni francesi. Per la vostra attività, verificate gli obblighi nazionali che rimangono applicabili e gli adeguamenti previsti, in particolare in materia di riutilizzo e raccolta differenziata.

È necessario un rappresentante per vendere in un altro paese dell’UE?

Le vendite dirette agli utenti finali di un altro Stato membro possono comportare la nomina di un rappresentante incaricato della responsabilità estesa del produttore (REP) in quel paese. La sospensione proposta per le piccole imprese è ancora in fase di esame e non costituisce quindi un’esenzione definitiva. Inoltre, durante il periodo di transizione continuano ad applicarsi le norme nazionali in materia di registrazione.

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